Le quarte di copertina sono faccende
troppo importanti per essere lasciate all’autore.
(Antonio Gurrado)
Quest’inverno me lo ricorderò, eccome. Non per parteciparvi gli affari miei ma càpitano, più o meno periodicamente, momenti di passaggio che sono come le pietre sbalzate del pavimento di una cattedrale, sulle quali Proust posò inavvertitamente una suola e che gli causarono un caleidoscopio di ricordi che in sé, a ben guardare, racchiudevano anche utili per quanto incomprensibili indicazioni riguardo al futuro. Càpitano alle persone e alle cose inanimate, che sono comunque prodotti del sudore di qualcuno e senza dubbio si portano dentro qualcosa di chi le ha fatte. Capita a Books Brothers, che dal 2009 cambia formato e respiro del suo progetto e per pura coincidenza capita anche a me più o meno in contemporanea.
Prima che l’inverno iniziasse Michele Trecca mi ha proposto di curare un catalogo che raccogliesse e ricordasse tutto quello che è stato fatto su Books Brothers – e, quindi, dai Books Brothers nelle loro infinite incarnazioni – dall’inizio del 2006 alla fine del 2008. L’idea mi è piaciuta innanzitutto perché, per formazione culturale e professionale, sono uno storico e quindi mi sento a mio estremo agio con il passato, l’ordine cronologico, le periodizzazioni, i calendari, le agende e gli orologi. Passo abitualmente Capodanno a travasare da un’agenda all’altra ricorrenze e numeri di telefono, calcolando con furore autistico quanti contatti in più elenco (o quanti in meno) e a trovare le più impercettibili differenze fra i due anni confinanti come sulle vignette della Settimana Enigmistica. L’idea di prendere qualcosa di informe o proteiforme come un sito internet e misurarlo, tracciarne i confini trasformarlo in qualcosa che avesse un inizio, una fine, un peso specifico – qualcosa insomma che si potesse contare – non poteva che apparirmi un lavoro entusiasmante, sempre per il furore autistico di cui sopra. Lasciatemi nell’illusione che non potesse farlo nessun altro.
In secondo luogo, sono l’ultimo arrivato fra i Books Brothers, avendo iniziato a scrivere sul sito a più di un anno di distanza dai primordi, avendo trovato un mio taglio anzi una mia voce ben distinguibile nel sito solamente nel 2008, e soprattutto avendo iniziato a dare una mano con la selezione e il procacciamento di nuovi autori non più tardi di qualche mese fa, all’imbocco di questo gelido inverno dall’esito non scontato. Sapere che, qualsiasi cosa mi accadesse, avevo da pubblicare su Books Brothers le mie recensioni verbose, i miei pareri inconsulti su classici addormentati e soprattutto il ciclo “Tutti i libri che non ho letto” per congiungere un Capodanno all’altro – questo mi dava (mi dà) la sicurezza che qualcosa di quello che c’era prima ci sarebbe stato (ci sarà) anche dopo, e che quindi le vicissitudini che possono capitarmi sono secondarie perché alla fine la mia voce resta. Così sarà, immagino e anzi me ne sono convinto scartabellando in tre anni di interventi plurimi, per tutti coloro che hanno voluto legare le proprie parole alle curve rosse e nere di Books Brothers.
Infine, se uno va a vivere in un appartamento unendosi ad altri inquilini che lo abitano da tempo, è giusto che le prime grandi pulizie le faccia lui: così prende coscienza degli anfratti più reconditi della casa, si impossessa della storia trascorsa prima del suo arrivo e, se raccatta qua e là qualcosa che gli altri inquilini non trovavano più, contribuisce nel suo piccolo a perpetuare una memoria collettiva. Tradurre su carta tre anni di attività su internet non è meno sensato che – tornando ancora una volta al mio furore autistico – trascrivere sulla rubrica di un’agendina tutti i numeri memorizzati nel cellulare. Fa sembrare più vera la realtà, aiuta a rendersi conto delle sue effettive dimensioni e serve pure a cautelarsi in caso di difficoltà tecniche.
Bene, il catalogo è questo, ce l’avete fra le mani. Lavorandoci, ho scoperto alcune cose che magari non risaltano agli occhi di chi frequenta il sito anche tutti i giorni, e che la carta può aiutare a rendere più evidenti. Ve le partecipo in disordine così come mi sono venute in mente.
Da Capodanno, anzi, dal 2 gennaio del 2006 a San Silvestro del 2008, Books Brothers è vissuto su 473 interventi, mica male per 1095 giorni, con una media di quasi mezzo intervento al dì (0,43 per la precisione), quindi 3 (virgola 3) a settimana, 13,13 (e 8 periodico) al mese, 157,6 periodico all’anno. I blog – non solo letterari – nascono e muoiono nel breve volgere dell’entusiasmo o dell’ottimismo, Books Brothers è perdurato ed è stato costante, il che significa che ha sempre avuto qualcosa da dire.
Le due aree tematiche di Books Brothers sono state pressoché equipollenti: 241 interventi per Massa Critica e i restanti 232 per Area Creativa. Considerando che Massa Critica viene usata anche per le rare comunicazioni di servizio, o per segnalare incontri culturali, la parità è pressoché perfetta: vuol dire che Books Brothers parla di letteratura con la stessa frequenza (e con la stessa qualità, perché la severità del vaglio è identica) con cui fa una cosa molto più difficile, ossia produrre letteratura inedita.
Con Area Creativa abbiamo mandato in onda la bellezza di settanta autori diversi (Giuse Alemanno, Gianluca Antonacci, Franco Arminio, Rossano Astremo, Valentina Barbarini, Natalia Bausi, Mario Bianco, Elisabetta Bordieri, Olga Campofreda, Ottavio Cappellani, Gaetano Cappelli, Maria Cerino, Marco Cetera, Claudio Conti, Giuseppe Cornacchia, Erminia Daeder, Pino De Padova, Salvatore De Rosa, Roberta Defassi, Christian Del Monte, Graziano Dell’Anna, Giovanni di Benedetto, Giovanni Di Iacovo, Giampaolo Di Pierro, Serena Di Vito, Christian Donelli, Raffaello Ferrante, Tiziana Foglio, Christian Frascella, Mauro Gaballo, Matteo Gallo, Marco Gallorini, Massimo Gardella, Tommaso Giagni, Silvia Giuliani, Barbara Gozzi, Sara Grosoli, Marcello Iovino, Bruno Jarussi, Francesco Lanzo, Riccardo Lavezzi, Enrico Martini, Lorenzo Mattozzi, Dino Mimmo, Marco Montanaro, D. Francesco Nikzad, Paola Padula, Luciano Pagano, Alessandro Petrini, Flavia Piccinni, Radiodiable, Simone Ranucci, Stefano Re, Stefano Rebeggiani, Daniela Rindi, Gianfranco Romano, Livio Romano, Gioacchino Rosa Rosa, Giulio Rotoli, Alessandro Santis, Francesco Savio, Vito Sgobba, Natalia Stabilini Bianchi, Giuseppe Tiberio, Antonio Turi, Mirko Venini, Angela Venuti, Andrea Vicari, Fabio Viola e Alessandro Zanghi), a una media impressionante di quasi due nuovi autori al mese. Alcuni sono passati sui nostri computer una volta soltanto, che comunque resterà consultabile e rileggibile in eterno; altri, come Rossano Astremo o Flavia Piccinni, sono stati ospiti fissi, tornati a scadenza più o meno costante. Books Brothers ha saputo offrire uno spaccato dei fermenti della letteratura italiana del XXI secolo – si trattasse di prosa o poesia – affiancando ad autori affermati esordienti assoluti che continuerà a seguire con attenzione.
Dodici autori hanno scritto solo per Massa Critica: Vittorio Bonanni, Monica Carbosiero, Sergio D’Amato, Matteo Fantuzzi, Sergio Fortis, Simone Gambacorta, Antonio Gurrado, Oscar Jarussi, Valerio Jarussi, Simone Olla, Christian Raimo e Raffaele Vescera. Qui la media è oggettivamente, forse necessariamente, più bassa ma consola la maggior frequenza degli interventi critici dello stesso autore. Significa che dalle pagine virtuali di Books Brothers è possibile estrapolare una ben delineata chiave di lettura, appassionata e severa, che costituisce il controcanto alla produzione esclusivamente letteraria degli altri settanta. Il lettore ideale di Books Brothers legge tutto.
Allo stesso modo l’autore di Books Brothers è spesso versatile: diciotto autori (Cosimo Argentina, Fabio Ariostino, Oscar Buonamano, Vincenzo Corraro, Maurizio Cotrona, Lia D’Arcangelo, Nunzio Festa, Erika Furci, Roberta Jarussi, Elisabetta Liguori, Isabella Marchiolo, Rossana Mitolo, Valentina Padalino, Donato Pistone, Andrea Simeone, Giancarlo Tramutoli, Michele Trecca ed Enzo Verrengia) hanno scritto sia per Area Creativa sia per Massa Critica. Hanno spedito un racconto, fotografato una poesia, recensito un libro, protestato contro un comune sentire accettato troppo supinamente. Hanno contribuito a confermare che Books Brothers è la palestra di chiunque voglia far danzare i polpastrelli sulla tastiera, senza limitazioni d’argomento o di spazio, tenendo fede a un elevato standard di qualità che punta sempre e comunque al coinvolgimento del pubblico, costituito da altri scrittori, specialisti, curiosi o – come inevitabilmente accade su internet – passanti a caso da far innamorare.
Complessivamente, dunque, hanno firmato qualcosa su Books Brothers cento autori esatti, manco a farlo apposta. Il sito vive non solo sotto l’impulso dei fondatori Michele Trecca ed Enzo Verrengia, ma soprattutto grazie al loro impegno continuo: Trecca ha firmato 58 interventi, Verrengia 56: da tre anni, ogni tre settimane, hanno trovato qualcosa da recensire, da spiegare o da raccontare. La seconda generazione segue a distanza di sicurezza: Roberta Jarussi con 25 interventi, Antonio Gurrado con 24, Maurizio Cotrona con 23 ed Erika Furci con 17. Non va sottovalutato l’apporto di Elisabetta Liguori (11 interventi), Oscar Buonamano, Pino De Padova e Donato Pistone (10 ciascuno), Rossano Astremo e Isabella Marchiolo (9), Giancarlo Tramutoli (8), Giuse Alemanno, Raffaello Ferrante e Flavia Piccinni (6), Erminia Daeder e Andrea Simeone (5).
Ma tutti sono stati importanti, anche quelli che hanno pubblicato solo un racconto o una poesia o una recensione. Ci tengo a ricordare che nel 2008 hanno conquistato il loro primo intervento su Books Brothers diciotto esordienti di varia gioventù: Elisabetta Bordieri, Serena Di Vito e Barbara Gozzi a febbraio; Stefano Re a marzo; Paola Padula ad aprile; Angela Venuti a maggio; Christian Donelli e Antonio Turi a giugno; Valentina Barbarini e Matteo Gallo a settembre; Marcello Iovino e Alessandro Santis a ottobre; D. Francesco Nikzad, Enrico Martini e Silvia Giuliani a novembre; Tiziana Foglio, Riccardo Lavezzi e Maria Cerino a dicembre. Altri verranno nei mesi futuri. Noi ci abbiamo scommesso e rilanciamo invitandovi a rileggere quest’elenco fra qualche tempo, quando Books Brothers avrà cinque, dieci o vent’anni. Il futuro non è dato conoscerlo, ma molto probabilmente sarà loro.
Antonio Gurrado
Gravina in Puglia, 2 gennaio 2009
In vendita l’antologia di Books Brothers
Frammenti di cose volgari
AA.VV. 539 pp - 2009
ISBN: 978 88 9650 200 6
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